tapping trip
Tra tutti i modi di agire sulle corde di
un basso elettrico, quello del tapping è probabilmente
il più complesso, da una parte c'è la difficoltà
della produzione del suono stesso (soprattutto dal punto di
vista della pulizia), dall'altra c'è il discorso dell'indipendenza
delle mani, così tipico negli strumenti a tastiera,
ma poco usuale nel basso, dove di solito, al massimo, si parla
di indipendenza delle dita.
Suonare in tapping significa andare a colpire la corda direttamente
con le dita producendo il suono senza l'aiuto del plettro
o di un dito che pizzica, la forza calibrata del colpo permette
in un solo momento di intonare la nota e mettere in vibrazione
la corda.
Per suonare il basso non è fondamentale praticare il
tapping, tuttavia è divertente, bello ed utile per
poter, ad esempio, ascoltare gli accordi (e le loro successioni),
direttamente sul proprio strumento, completi delle none o
delle undicesime, per una volta non suoniamo solo note fondamentali!
Un altro vantaggio deriva dall'indubbio conseguente rafforzamento
delle dita.
Con tutta probabilità questo modo di suonare avrà
avuto origine nella notte dei tempi, la sua natura è
certamente virtuosistica, se ne trova infatti traccia nella
produzione di Paganini, non si può negare però
che dagli anni '70 in poi questa tecnica è stata in
costante evoluzione, sviluppandosi su strumenti come la chitarra
elettrica e, soprattutto, lo stick.
Cominciamo con la schiera dei chitarristi che hanno utilizzato
questa tecnica: Steve Hackett grande chitarrista dei Genesis;
Eddie Van Halen rese famoso il tapping, spettacolarizzandolo,
a seguire, sempre nell'ambito metal, Yngwie Malmsteen, Joe
Satriani, Steve Vay fino a Tony Mac Alpine e Jennifer Batten,
nel campo del jazz e della fusion citiamo Stanley Jordan e
TJ Helmerich.
Un discorso a parte merita lo stick, strumento concepito specificatamente
per il tapping, creato da un chitarrista californiano, Emmett
Chapman, nel corso dei primi anni '70, cliccate
qui per leggere una descrizione dello stick fatta direttamente
dal suo creatore, sono stati proprio dei bassisti (malgrado
lo strumento non si possa limitare, sia come registro che
come potenzialità, al ruolo bassistico) a rendere popolare
lo stick: Alphonso Johnson e soprattutto Tony Levin che, con
l'utilizzo che ne ha fatto con i King Crimson, ha dato allo
stick un posto nella storia del rock; Nick Beggs l'ha utilizzato
nel pop con i Kajagoogoo, altri stickisti di rilievo sono
Trey Gunn, Carrie Melbourne, Jim Lampi e Greg Howard.
Concludiamo dando uno sguardo ai musicisti che applicano sul
basso elettrico questa tecnica, così trasversale sugli
strumenti a corda: Billy Sheehan e Stu Hamm dal versante metal,
John Myung, Les Claypool, Victor Wooten e, infine, Michael
Manring, sicuramente il più geniale e innovatvo.
VIDEO
TRATTO DAL CORSO MULTIMEDIALE DI BASSO ELETTRICO
DI GAETANO FERRARA
SITI CORRELATI:
www.string.is.it
Stanley
Jordan
www.stickitalia.it
www.stickcenter.com
Jim
Lampi
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