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Riccardo Romagnoli

 


bachbass
cocco strings

tapping trip

 

Tra tutti i modi di agire sulle corde di un basso elettrico, quello del tapping è probabilmente il più complesso, da una parte c'è la difficoltà della produzione del suono stesso (soprattutto dal punto di vista della pulizia), dall'altra c'è il discorso dell'indipendenza delle mani, così tipico negli strumenti a tastiera, ma poco usuale nel basso, dove di solito, al massimo, si parla di indipendenza delle dita.
Suonare in tapping significa andare a colpire la corda direttamente con le dita producendo il suono senza l'aiuto del plettro o di un dito che pizzica, la forza calibrata del colpo permette in un solo momento di intonare la nota e mettere in vibrazione la corda.
Per suonare il basso non è fondamentale praticare il tapping, tuttavia è divertente, bello ed utile per poter, ad esempio, ascoltare gli accordi (e le loro successioni), direttamente sul proprio strumento, completi delle none o delle undicesime, per una volta non suoniamo solo note fondamentali! Un altro vantaggio deriva dall'indubbio conseguente rafforzamento delle dita.
Con tutta probabilità questo modo di suonare avrà avuto origine nella notte dei tempi, la sua natura è certamente virtuosistica, se ne trova infatti traccia nella produzione di Paganini, non si può negare però che dagli anni '70 in poi questa tecnica è stata in costante evoluzione, sviluppandosi su strumenti come la chitarra elettrica e, soprattutto, lo stick.
Cominciamo con la schiera dei chitarristi che hanno utilizzato questa tecnica: Steve Hackett grande chitarrista dei Genesis; Eddie Van Halen rese famoso il tapping, spettacolarizzandolo, a seguire, sempre nell'ambito metal, Yngwie Malmsteen, Joe Satriani, Steve Vay fino a Tony Mac Alpine e Jennifer Batten, nel campo del jazz e della fusion citiamo Stanley Jordan e TJ Helmerich.

 

Steve HackettEddie Van Halen

 

 


Un discorso a parte merita lo stick, strumento concepito specificatamente per il tapping, creato da un chitarrista californiano, Emmett Chapman, nel corso dei primi anni '70, cliccate qui per leggere una descrizione dello stick fatta direttamente dal suo creatore, sono stati proprio dei bassisti (malgrado lo strumento non si possa limitare, sia come registro che come potenzialità, al ruolo bassistico) a rendere popolare lo stick: Alphonso Johnson e soprattutto Tony Levin che, con l'utilizzo che ne ha fatto con i King Crimson, ha dato allo stick un posto nella storia del rock; Nick Beggs l'ha utilizzato nel pop con i Kajagoogoo, altri stickisti di rilievo sono Trey Gunn, Carrie Melbourne, Jim Lampi e Greg Howard.

 

Emmett ChapmanTony Levin

 

 


Concludiamo dando uno sguardo ai musicisti che applicano sul basso elettrico questa tecnica, così trasversale sugli strumenti a corda: Billy Sheehan e Stu Hamm dal versante metal, John Myung, Les Claypool, Victor Wooten e, infine, Michael Manring, sicuramente il più geniale e innovatvo.

 

Billy SheehanMichael Manring

 

 

VIDEO TRATTO DAL CORSO MULTIMEDIALE DI BASSO ELETTRICO DI GAETANO FERRARA

 

SITI CORRELATI:

www.string.is.it

Stanley Jordan

www.stickitalia.it

www.stickcenter.com

Jim Lampi

 

 

 

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