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Riccardo Romagnoli

 


bachbass
cocco strings

LA SCALA BLUES


La scala blues è caratterizzata dalle cosiddette "blue notes", nate dalla difficoltà dei neri americani (che avevano una cultura melodica basata sulla scala pentatonica -priva quindi di semitoni-) di intonare le melodie occidentali composte sulla scala diatonica (5 toni e 2 semitoni).
Le due blue notes principali sono infatti la terza minore e la settima minore, ovvero il III e VII grado della scala maggiore (gradi che, contigui al IV e all'VIII, formano i due intervalli di semitono presenti nella scala diatonica) abbassati di un semitono.
La terza blue note, la quinta diminuita, scaturita dall'abbassamento di un semitono del V grado, è considerata una acquisizione più recente.
Le tre blue notes sono presenti in quella che è la versione più usata della scala blues:

Come potete notare si tratta di una scala esatonica (6 suoni), che possiamo però considerare -e memorizzare- come una scala pentatonica minore, a cui viene aggiunta una quinta diminuita; questa nota forma il caratteristico passaggio cromatico tra il IV e il V grado:

Le blue notes, introdotte in un ambito armonico costituito da accordi maggiori, creano quell'atmosfera di indefinitezza tonale tipica del blues.
Nel contesto della musica afroamericana, il bassista elettrico può utilizzare la scala blues per accompagnare, improvvisare, realizzare stacchi o obbligati, ecc..

Vediamo qualche esempio di linea di basso basato su questa scala:

Da "HEARTBREAKER" - Led Zeppelin
Basso: John Paul Jones
Scala blues: MI - Ascolta midi

Da "LITTLE MISS LOVER" - The Jimi Hendrix Experience Basso: Noel Redding Scala blues: FA# - Ascolta midi

Da "AROUND THE WORLD" - Red Hot Chili Peppers Basso: Flea Scala blues: MI - Ascolta midi

Finora abbiamo analizzato la forma più usata e sintetica della scala blues ma, considerando la genesi di questa scala -determinata dalla presenza delle blue notes nell'ambito della scala maggiore-, possiamo teorizzare una specie di scala blues "generale":

CONTINUA

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