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LA SCALA BLUES
La scala blues è caratterizzata dalle cosiddette "blue
notes", nate dalla difficoltà dei neri americani
(che avevano una cultura melodica basata sulla scala pentatonica
-priva quindi di semitoni-) di intonare le melodie occidentali
composte sulla scala diatonica (5 toni e 2 semitoni).
Le due blue notes principali sono infatti la terza minore
e la settima minore, ovvero il III e VII grado della scala
maggiore (gradi che, contigui al IV e all'VIII, formano i
due intervalli di semitono presenti nella scala diatonica)
abbassati di un semitono.
La terza blue note, la quinta diminuita, scaturita dall'abbassamento
di un semitono del V grado, è considerata una acquisizione
più recente.
Le tre blue notes sono presenti in quella che è la
versione più usata della scala blues:

Come potete notare si tratta di una scala esatonica (6 suoni),
che possiamo però considerare -e memorizzare- come una scala
pentatonica minore, a cui viene aggiunta una quinta diminuita;
questa nota forma il caratteristico passaggio cromatico tra
il IV e il V grado:

Le blue notes, introdotte in un ambito armonico costituito
da accordi maggiori, creano quell'atmosfera di indefinitezza
tonale tipica del blues.
Nel contesto della musica afroamericana, il bassista elettrico
può utilizzare la scala blues per accompagnare, improvvisare,
realizzare stacchi o obbligati, ecc..
Vediamo qualche esempio di linea di basso basato su questa
scala:
Da "HEARTBREAKER" - Led Zeppelin
Basso: John Paul Jones
Scala blues: MI -
Ascolta midi

Da "LITTLE MISS LOVER" - The Jimi Hendrix Experience Basso:
Noel Redding Scala blues: FA# -
Ascolta midi

Da "AROUND THE WORLD" - Red Hot Chili Peppers Basso: Flea
Scala blues: MI -
Ascolta midi

Finora abbiamo analizzato la forma più usata e sintetica
della scala blues ma, considerando la genesi di questa scala
-determinata dalla presenza delle blue notes nell'ambito della
scala maggiore-, possiamo teorizzare una specie di scala blues
"generale":

CONTINUA
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