skip to Main Content
Didattica del basso elettrico a cura del M° Gaetano Ferrara

COMPRESSORE

Il compressore è il più importante effetto di questa categoria, la sua funzione fondamentale è quella di livellare i picchi di intensità (evitando anche eventuali saturazioni) da una parte e sollevare le parti deboli creando così un flusso di intensità sonora più omogeneo e incisivo. Il compressore quindi riduce la gamma dinamica (ovvero la distanza in dB del suono più forte da quello più debole), comprimendola nei valori impostati.
È considerato uno dei processori del suono più difficile da gestire, in effetti un compressore professionale prevede la regolazione di un certo numero di parametri, ecco i principali:

– Threshold (soglia), determina in dB (tra -40 e +20 dB) il livello di guadagno oltre il quale entra in gioco la compressione, tutto ciò che è sotto la soglia non viene processato, il resto viene sottoposto ai parametri della compressione.
– Ratio (rapporto di compressione), stabilisce quanto deve essere ridotto il guadagno del segnale che oltrepassa la soglia (rapporto 1:1 = nessuna riduzione; 2:1 = riduzione a metà del guadagno in db del segnale che oltrepassa la soglia; 3:1 = riduzione a un terzo; 4:1 = riduzione a un quarto; etc.).
– Attack (tempo di attacco), stabilisce, in millisecondi (ms), quanto tempo deve passare dal momento che un suono supera la soglia, a quando interviene la compressione impostata con il ratio. L’attacco di un suono negli strumenti musicali è un momento critico, troncarlo subito potrebbe compromettere la naturalità del suono. D’altra parte un tempo di attacco troppo lungo potrebbe lasciare spazio ai picchi di volume.
Quando il tempo di attacco è breve la compressione è detta hard knee, quando invece agisce in modo più graduale si parla di compressione soft knee.
– Release (tempo di rilascio), ha la funzione opposta di Attack, determina in quanto tempo, sempre in ms, il processore smette di comprimere il segnale che ha finito di superare il livello di threshold. Un rilascio troppo breve provoca fenomeni innaturali, mentre un rilascio medio addolcisce l’effetto della compressione.
– Input/Output Gain o Level (guadagno in entrata o in uscita), il compressore può agire come un vero e proprio preamplificatore (infatti viene usato anche come booster, ed ecco che anche il compressore può rientrare nella categoria effetti di guadagno e distorsione), comprimendo la gamma dinamica risulterà un abbassamento del volume, quindi può essere necessario che il segnale compresso in uscita venga potenziato appunto con il controllo di output gain.

COMPRESSORE A RACK ALESIS 3630

COMPRESSORE A RACK ALESIS 3630

Dopo aver dato uno sguardo a questi parametri viene da sottolineare la complessità di un effetto che da una parte limita, comprime la dinamica, dall’altra dà la possibilità di amplificare e pompare il segnale.
È importante distinguere tra compressori a rack e stompbox (a pedale), i secondi saranno per forza di cose in generale più limitati, non potendo intervenire direttamente su tutti i complessi parametri della compressione, riducendo spesso, come abbiamo detto, la funzione di un compressore a quella del booster per ingrossare il suono. I pedali presentano per forza di cose parametri presettati (preimpostati) e poco flessibili, ma possono comunque venir utilizzati per ammorbidire l’attacco o ottenere più sustain e una certa omogeneità nel suono, naturalmente devono piacere le impostazioni che la casa produttrice ha dato al suo pedale.
Generalmente la parola d’ordine del compressore a pedale è la semplicità d’uso, poche regolazioni per raggiungere un suono di basso compresso e ricco di botta, tra i pedali compressori in voga attualmente troviamo quelli detti ottici, dotati di un fotoresistore che utilizza le variazioni di intensità della luce rispetto a quelle del suono per regolare la compressione. Di questa tipologia citiamo l’interessante Aphex Punch Factory 1404, con la manopola drive al posto di threshold (in senso orario si abbassa la soglia e aumenta il gain) e quella del volume per il livello finale di uscita.

APHEX PUNCH FACTORY 1404

APHEX PUNCH FACTORY 1404

Classico pedale compressore utilizzato dai bassisti è il Multicomp della EBS, anche qui abbiamo solo due potenziometri uno per regolare il rapporto di compressione e l’altro per il gain, punto di forza è la modalità dual band con la quale, tramite due piccoli trimmer interni, si può regolare separatamente la soglia dei bassi e degli alti. Attak e release sono preimpostati.

EBS MULTICOMP

EBS MULTICOMP

Più complesso il MXR Bass Compressor che nelle intenzioni vorrebbe replicare un compressore da studio nella più agile funzionalità di un pedale.

MXR BASS COMP.

MXR BASS COMP.

LIMITER

È in pratica una forma estrema di compressione che si ottiene impostando valori molto alti del ratio (da 10:1 in poi) innalzando così per i suoni che superano la soglia prestabilita un muro (brickwall) che ne impedisce totalmente il passaggio, in questo modo è possibile gestire segnali troppo elevati evitando distorsioni e picchi di volume.

EXPANDER/NOISE GATE

Sono effetti di dinamica che operano in maniera opposta ai compressori/limiter (pur utilizzando gli stessi parametri), invece di agire, come il compressore, al di sopra di una certa soglia (sui suoni più intensi, nella parte superiore del range dinamico), intervengono al di sotto di una determinata soglia, ovvero sui suoni o i rumori che hanno un valore in db più basso. Spingendo in questo modo il volume verso il basso la gamma dinamica aumenta (si espande). Estremizzando questo processo si ottiene il noise gate, qualcosa di simile al limiter ma in senso opposto: il segnale che supera una certa soglia in db può passare mentre tutto ciò che ne è al di sotto viene bloccato, tale regolazione è finalizzata a impedire l’ingresso di rumori di fondo indesiderati (fruscii, disturbi, soffi).

DE-ESSER

È una modalità di compressione specifica che permette di intervenire sui picchi delle consonanti sibilanti (ovvero su quel rumore, più o meno accentuato, che produce il cantante quando pronuncia la esse o la zeta). Quando il segnale relativo alle sibilanti oltrepassa una certa soglia in db, il de-esser entra in azione attenuandone l’impatto sulla sonorità complessiva.

TRANSIENTS DESIGNER

Sono dei processori di dinamica, solitamente in forma di plug-in, specializzati nel migliorare la resa dei transienti (rapidi picchi di volume del suono che si verificano in fase di attacco).

PEDALE DEL VOLUME

È un semplice potenziometro, generalmente passivo, azionato da un pedale, del tutto analogo a quello messo in funzione dalla manopola presente sul basso (manopola del volume). Non agisce, come la famiglia dei compressori, sulla gamma della dinamica ampliandola o comprimendola, ma direttamente sul valore totale dell’intensità. Con questo dispositivo si può gestire il volume con un colpo di piede, simulando ad esempio il crescendo o il diminuendo dinamicamente espressivo tipico degli archi, controllando in maniera suggestiva l’intensità dell’entrata e dell’uscita del segnale durante un’esecuzione.
Generalmente il pedale del volume ha in dotazione un’uscita del segnale che viene collegata all’accordatore.

PEDALE DEL VOLUME ERNIE BALL 6180 VP JR

PEDALE DEL VOLUME ERNIE BALL 6180 VP JR

Parente stretto del pedale del volume è il pedale di espressione (o control pedal), un dispositivo che, collegato direttamente tramite un singolo cavo stereo a unità multieffetto o tastiere elettroniche digitali (e che quindi non è posizionato nella catena degli effetti), permette di controllare via midi, tramite escursione del pedale e su un range di valori preimpostati, i vari parametri del suono e degli effetti (tra cui anche il parametro del volume).

IRIG BLUEBOARD CON IL SUO PEDALE DI ESPRESSIONE

IRIG BLUEBOARD CON IL SUO PEDALE DI ESPRESSIONE

Back To Top