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Didattica del basso elettrico a cura del M° Gaetano Ferrara

Pickup passivi con circuito elettronico attivo

Il pickup dotato di circuitazione attiva è un pickup passivo a bassa impedenza, quindi con un minor numero di avvolgimenti nella bobina, che trasmette il segnale a un sistema di preamplificazione, interno al basso, alimentato da una pila (normalmente di 9 volt).
In pratica è come avere un preamplificatore montato a bordo del basso che vi permette di incrementare il guadagno del segnale e, nella maggior parte dei casi, di equalizzare il segnale intervenendo sull’esaltazione o l’attenuazione di bassi medi e alti.
Questa preamplificazione consente di costruire un pickup con meno spire di rame e magneti meno potenti, limitando così i rischi delle famose e rumorose interferenze sempre in agguato, migliorando il rapporto segnale-rumore e fornendo un’interfaccia performante con altri dispositivi elettronici (tipo effetti, mixer, etc.).
La minore forza del magnete inoltre permette alla corda, pur regolata in prossimità del pickup, di vibrare più liberamente determinando maggiore sustain.
A seconda del consumo (non dimenticate mai il cavo collegato al basso!) e della tipologia del circuito la pila va sostituita regolarmente, mediamente una volta ogni sei mesi circa, il consiglio è di usare sempre batterie della massima qualità tipo Duracell o Energizer.
In molti casi è anche possibile disattivare il circuito attivo e la relativa equalizzazione mediante uno switch dedicato e utilizzare la modalità passiva. Se non c’è questa opzione e la batteria si scarica il basso smette di suonare. Per capire se un sistema di pickup ha entrambi le funzioni attivo/passivo, basta togliere la pila e verificare se esiste un segnale amplificabile.
Si assiste a un ampio dibattito su quale delle due tipologie, attiva o passiva, sia la migliore. Si sostiene in generale che la sonorità dei passivi sia più calda e che gli attivi manchino un po’ di umanità e siano più aggressivi.
Sicuramente la presenza sulle frequenze medio-alte è maggiore: il pickup attivo permette di trasdurre una parte più grande dello spettro di frequenze generato dalla vibrazione delle corde, infatti il passivo è come se operasse un taglio delle frequenze alte e medio-alte.
La diffusione dei bassi con un preamplificatore a bordo, malgrado li sperimentasse già nel ‘63 la britannica Burns con il semiacustico TR2, è avvenuta soprattutto dalla seconda metà degli anni Settanta (prima con i bassi Alembic dal 1971, allora pionieri all’avanguardia, poi con il mitico Music Man dal 1976) per esplodere poi negli anni Ottanta. Molte produzioni, dai fine Settanta agli anni Novanta, sono legate al sound dei pickup preamplificati da un circuito attivo, per fare qualche parziale ma significativo esempio pensiamo alle sonorità di Stanley Clarke, Louis Johnson (Michael Jackson) o Mark King (Level 42) fino ai Jamiroquai.

CIRCUITO ELETTRONICO ATTIVO DEL MUSIC MAN BASS

CIRCUITO ELETTRONICO ATTIVO DEL MUSIC MAN BASS

PREAMPLIFICATORE A BORDO DEL SABRE BASS

PREAMPLIFICATORE A BORDO DEL SABRE BASS

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